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Bologna – 29 Giugno 2012 – Radiodiagnostica, Gastroenterologia, Medicina Interna, Oncologia, Chirurgia Generale

I pazienti con malattia cronica di fegato sviluppano elevati livelli di pressione all’interno della vena porta, il principale vaso sanguigno che rifornisce il fegato. L’aumento della pressione nella vena porta causa alcune complicanze tipiche della cirrosi epatica, come il sanguinamento da varici gastro-esofagee o da gastropatia congestizia e la comparsa di ascite refrattaria al trattamento con diuretici, che in questa fase richiede ricoveri settimanali per la esecuzione di paracentesi evacuative. L’ascite refrattaria può anche infettarsi e causare quella che è definita come peritonite batterica spontanea. Molte di queste complicanze possono essere letali, e la mortalità riportata in letteratura varia tra 30 e 50%. La TIPS è una procedura di radiologia interventistica che, attraverso il posizionamento di una protesi metallica espandibile (stent) tra la vena porta e la vena cava, consente di ridurre l’aumento della pressione del sangue e quindi il rischio delle complicanze legate alla ipertensione portale. Le principali indicazioni con la quale la TIPS è eseguita sono: il sanguinamento gastrointestinale da varici gastroesofagee, gastropatia congestizia o varici ectopiche nel caso in cui non ci sia stata una risposta al trattamento tradizionale che prevede l’utilizzo di farmaci beta-bloccanti e/o la terapia endoscopica; l’ascite refrattaria al trattamento con diuretici; la Sindrome di Budd-Chiari, una malattia rara ma molto grave, che interessa soggetti giovani con alterazioni della coagulazione del sangue che causano la trombosi delle vene epatiche. La TIPS è utilizzata anche per ripristinare la pervietà della vena porta in pazienti con trombosi portale parziale. Recenti dati di letteratura documentano che la TIPS determina un aumento della sopravvivenza rispetto ai trattamenti tradizionali ed una riduzione del numero dei ricoveri.