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In un progetto a due la cura della relazione è mutualità, è interesse, è il tra, è reciprocità, è co-appartenenza, è dialogo, è intimità di due persone che si affrontano e si confrontano con attese e speranze, con tensioni ed inquietudini che trascendono forse anche la sfera erotica e che coinvolgono risposte emotive di natura molto complessa, non solo personali, ma anche socio-culturali, di esigenze e di aspettative, risposte che sono profondamente legate alla realtà dell'altro, fra gesto e parola, fra sessuale e verbale.
La persona di fatto è sempre immersa in un intreccio relazionale e non vi può entrare senza definire la sua posizione, evitando la rigidità, la confusione dei ruoli e cercando di conservarne i confini. La formazione della propria identità di coppia avviene attraverso l'apprendimento e lo sviluppo di una efficace, profonda e aperta comunicazione reciproca sia verbale che non verbale, attraverso la conoscenza dei rispettivi codici espressivi, tanto logici che emotivi. La vita di coppia inoltre deve passare attraverso lo sviluppo di una progressiva competenza nella capacità di prendere decisioni condivise. E ancora, nella vita a due ci deve essere sia la distribuzione del potere che l’autonomia personale, cercando di prevenire il complesso del vittimismo o del dispotismo che nasce quando viene alterato l'equilibrio tra processo di differenziazione e di uguaglianza.
Le realtà di coppia rappresenta uno spaccato anche della nostra evoluzione sociale. Certamente infatti ogni persona sceglie il proprio partner sulla base d'elementi culturali, sociali ed ideali ma non solo, perchè la scelta spesso non è supportata da motivazioni logiche o razionali ma da una mescolanza di elementi che determina quella che Goethe chiamava "affinità elettive" e che spiegava come "sottile affinità chimica in virtù della quale le passioni si attirano e si respingono, s'associano, si neutralizzano e poi si separano e si ricompongo un'altra volta".
Questa ricostruzione a due del mondo, socialmente definita, richiede però coerenza. Occorrono effettivamente delle regole per mettere insieme uguaglianza e diversità. Occorre invertire il movimento: per unirsi bisogna essere diversi, convessi, non complementari, ma reciproci. E questo perché la coppia non è una realtà di tipo statico, stabilizzato e definitivo ma una realtà storica, che cresce o regredisce, una realtà continuamente dinamica immersa nel difficile gioco di appartenenze e autonomie
Documenti scaricabili:
IX Congresso Nazionale SIRP. La riabilitazione psicosociale tra necessità e possibilità: modelli, vincoli e risorse
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26/05/2008 27/05/2008 28/05/2008
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